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23 lug2020

STORIES: L'APE TEATRALE

L’Ape teatrale prosegue il suo volo verso il gran finale di venerdì 24 luglio (ore 21) in piazza del Giglio.

 

Lucca, mercoledì 22 luglio 2020 Dopo aver toccato il centro storico, i paesi, le frazioni e i quartieri del territorio comunale con una lunga corsa iniziata il 6 luglio scorso a bordo dell’Apecar, Arlecchino e il Dottor Balanzone e la loro scoppiettante Ape teatrale si preparano al gran finale, programmato in piazza del Giglio (di fronte al teatro) per venerdì 24 luglio (ore 21). Le due maschere della commedia dell'arte – interpretate da Marco Brinzi e Caterina Simonelli, entrambi formatisi alla Scuola del Piccolo di Milano – hanno dialogato e interagito con il pubblico, sempre numerosissimo e variegato, intorno ai temi di attualità quotidiana quali il virus, la distanza imposta, le cure necessarie, l’incertezza e la speranza per il futuro.

Con ben 34 repliche, l’Ape teatrale – progetto nato da un’idea di Marco Brinzi, produzione del Teatro del Giglio realizzata in collaborazione con la Compagnia If Prana e il Comune di Lucca -  ha portato il teatro “fuori dal teatro”, permettendoci di ripensare insieme l’esperienza che ci ha accomunati nei mesi del lockdown e questo nostro presente, ancora tanto difficile e confuso.

Venerdì 24 luglio le ultime due repliche, alle quali si può assistere come sempre gratuitamente e in assoluta sicurezza, grazie a particolari dispositivi che segnano le postazioni da occupare e le “distanze” prescritte tra gli spettatori: alle ore 18.15 in piazza San Michele (angolo Palazzo Pretorio) e alle ore 21 in Piazza del Giglio, di fronte al teatro, per il gran finale.

(Comunicato Stampa Teatro del Giglio)  

La parola agli artisti....

Marco Brinzi (ideatore del progetto e interprete del Dottor Balanzone) e Caterina Simonelli (interprete di Arlecchino) ci spiegano le motivazioni per cui hanno scelto Ape per condividere con il pubblico la loro passione: 

“Abbiamo scelto di muoverci con l’Apecar perché l’Ape ha diversi significati -  il primo è storico: il veicolo della Piaggio nacque nel 1948 proprio per aiutare i cittadini in un’Italia che cercava di risollevarsi economicamente dalla guerra, un simbolo quindi di rinascita. Il secondo motivo è sociale: l’Ape, qui intesa come animale, è il perfetto esempio di condivisone sociale. Immaginiamo la città e le periferie come un magnifico alveare con cui avere un ritorno sociale operoso.”

 

FOTO DI MARCO MOSCATO 


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